Spiraglio possibile per le lavoratrici degli asili del Comune di Foggia. Sarà aperto tavolo tecnico

FOGGIA- Si apre un possibile spiraglio, grazie all’intervento della Prefettura, per la problematica legata agli stipendi arretrati ed il futuro occupazionale delle oltre 50 lavoratrici della Cooperativa Astra di Foggia, che assicurano il servizio di assistenza all’infanzia degli asili del Comune di Foggia. Nell’arco di pochi giorni dovrebbero arrivare le prime spettanze arretrate ferme al mese di novembre 2020, mentre per il futuro delle lavoratrici l’Amministrazione Comunale ha preannunciato l’apertura di un tavolo tecnico, con il coinvolgimento del sindacato, per cercare di scongiurare le perdite occupazionali a partire dal settembre 2021. L’esito si è avuto dopo l’incontro, fortemente voluto dalla Fisascat Cisl di Foggia, tenutosi ieri in videoconferenza con la Prefettura, i vertici dirigenziali della Cooperativa Astra, il Comune di Foggia ed il sindacato. Al momento, comunque, resta in piedi la protesta sindacale attraverso lo stato di agitazione delle lavoratrici coinvolte, in attesa della concreta risoluzione positiva della vertenza.

Non è tollerabile che in un momento così difficile, acuito dalla pandemia, non si dia la giusta quantificazione economica al lavoro di lavoratrici davvero importanti per il tessuto sociale foggiano – denuncia Angelo Sgobbo, Segretario Generale Fisascat Cisl – donne che ogni giorno mettono a rischio la propria salute prestando la loro attività. A questo, si aggiunge l’incertezza del futuro occupazionale per loro, oltre 50 lavoratrici per la maggior parte monoreddito, che rischierebbero di perdere il posto di lavoro al termine dell’attuale anno scolastico. Infatti, è intenzione del Comune non proseguire con appalto di servizi ma di gestire l’assistenza all’infanzia tramite agenzia per il lavoro. Al danno si aggiungerebbe la beffa – sostiene Sgobbo – che vedrebbe le lavoratrici impegnate in questo servizio perdere il proprio posto di lavoro dopo oltre 15 anni, alla luce del fatto che non sarebbe possibile applicare la clausola sociale per la salvaguardia dei livelli occupazionali”.