Prepotenza e ignoranza hanno ucciso il giovane Willy. Solo la scuola e la cultura possono salvare i giovani

È su tutti gli organi di stampa la notizia dell’arresto dei quattro ragazzi che hanno picchiato e massacrato Willy Monteiro Duarte, un ragazzo di 21 anni che era intervenuto per difendere un amico. Il fatto è accaduto a Colleferro la sera tra il 5 e il 6 settembre, gli accusati sono stati portati presso il carcere di Rebibbia e dovranno rispondere di omicidio con diverse aggravanti. Un tragico evento che mette insieme prepotenza, odio razziale, violenza, bullismo e ignoranza a scapito di un ragazzo innocente, che lavorava, solare e pieno di vita come lo descrive chi lo conosceva. Il sindaco di Colleferro Pieluigi Sanna ha scritto su Facebook: “La nostra Città e tutto il territorio sono abitati da gente per bene, da lavoratori e studenti; la nostra terra non può accettare la ferocia, la violenza ingiustificata, la sete di morte. Ci costituiremo parte civile nel processo, e con gli altri sindaci non lasceremo sola la famiglia, mai. Molti avvocati, anche da Roma e Frosinone stanno chiamandomi per offrire aiuto. Alle ore 20 e 30 deporremmo un mazzo di fiori nel luogo dove e mancato Willy, chi vuole può partecipare”. Di fronte alle dinamiche di questa uccisione si comprende un bisogno di cultura e di civiltà che nel nostro Paese è ancora forte, per questo la scuola è fondamentale, educare al rispetto dell’altro resta l’unica via di uscita.