Omaggio a Dante nel 700° anniversario della sua morte

Sono trascorsi settecento anni dalla notte tra il 13 e il 14 settembre del 1321 in cui morì Dante Alighieri. Il Sommo Poeta, autore della “Divina Commedia” (una delle opere letterarie più note e amate al mondo) perse la vita a causa della malaria. I suoi funerali furono celebrati presso la chiesa di San Pier Maggiore a Ravenna, città che custodisce le sue spoglie. La letteratura di Dante, che è definito il padre della lingua italiana, è espressione della cultura medievale. Tanti sono i versi celebri della grandiosa “Divina Commedia” che fanno parte della cultura di ognuno di noi, ma tra le sue opere più belle c’è anche la “Vita Nova”, un’opera autobiografica in cui si celebra l’amore per Beatrice. Ne proponiamo il più intenso ed anche il più conosciuto componimento come omaggio all’eterno poeta:

Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia, quand’ella altrui saluta,
ch’ogne lingua devèn, tremando, muta,
e li occhi no l’ardiscon di guardare.

Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente e d’umiltà vestuta,
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.

Mostrasi sì piacente a chi la mira
che dà per li occhi una dolcezza al core,
che ’ntender no la può chi no la prova;

e par che de la sua labbia si mova
un spirito soave pien d’amore,
che va dicendo a l’anima: Sospira.