Oggi si celebra “Il Santo della pioggia”: San Francesco Antonio Fasani. Il perchè di questa denominazione

LUCERA – Oggi 29 novembre nel giorno in cui la Chiesa ricorda tutti i Santi Francescani, a Lucera si celebra la Festa di San Francesco Antonio Fasani, compatrono della città. S.F.A. Fasani, chiamato anche Padre Maestro, è morto a Lucera il 29 novembre 1742, primo giorno della novena dell’Immacolata, nella sua umile cella, con l’immagine della Vergine e il crocifisso fra le mani, all’età di 61 anni. Il Padre Maestro, oltre ad essere il Santo dei poveri, per la sua costante vicinanza agli umili e ai bisognosi dimostrata in vita, è definito anche Santo della pioggia, poichè furono diversi i miracoli che compì in periodi di assenza d’acqua e gli si chiedeva di intercedere con la preghiera perchè arrivasse la pioggia.

Fra gli eventi inspiegabili vi è il “Miracolo della pioggia“. Lucera attraversava un periodo di grande siccità e i nobili coltivatori della città erano in crisi. Il Padre Maestro passava nelle case per chiedere l’elemosina per i poveri, al che il duca Orazio Zunica e sua moglie gli fecero una proposta: se lui avesse promesso la pioggia, loro gli avrebbero dato l’offerta. Padre Maestro promise, prese le elemosine e corse nella chiesa di San Francesco; pregò per tutta la notte e il giorno seguente e, come spesso accadeva, fu visto assorto in contemplazione davanti al Tabernacolo e poi all’altare dell’Immacolata, ed elevarsi da terra e portarsi sollevato fino alla predella. Durante la notte, iniziò a piovere, pioggia abbondante che si protrasse per giorni, evitando così che la siccità rovinasse i raccolti. Il duca Zunica, pieno di commozione, avrebbe detto ai familiari “Veramente il Padre Maestro è un santo”.

Un’altra volta, nel convento di Santa Caterina, le suore mandavano via i poveri, poiché nel pozzo non c’era più acqua. Padre Maestro intervenne e chiese ad una suora di attingere l’acqua al pozzo. Con suo grande stupore, la suora trovò il pozzo nuovamente pieno d’acqua. Un episodio analogo accade anche al convento di San Francesco, dove la cisterna vuota, tornò ad essere ricolma fino all’orlo. Grazie a questi eventi inspiegabili e altri simili che avvennero dopo la sua morte, San Francesco Antonio Fasani prese l’appellativo di “Il Santo della pioggia“, confermato anche da eventi successivi: pensiamo al giorno in cui fu proclamato “Santo” da Papa Giovanni Paolo II in Vaticano, era il 13 aprile 1986 e a causa della pioggia la cerimonia di canonizzazione dovette svolgersi all’interno della Basilica di San Pietro.

Ancora oggi il Fasani viene invocato in caso di siccità e proprio in questo giorno, dedicato alla sua Festa, la pioggia è tornata.