La tradizione pugliese della salsa fatta in casa

Una pratica che persiste nel tempo, sicuramente meno diffusa rispetto al passato, ma che tante famiglie continuano a portare avanti quella della salsa fatta in casa. Una tradizione che rispecchia le usanze della civiltà contadina, la passione per il buon cibo, il mangiare sano, il riunirsi della famiglia attorno alle varie fasi di preparazione. Il pomodoro, oro rosso della terra di Puglia, è il protagonista di giornate in cui la sveglia suona molto presto. Prima fase, la scelta accurata dei pomodori migliori che a seguire vengono lavati e versati in calderoni per la cottura. Ogni tanto con un grande cucchiaio di legno si girano e rigirano. Una volta pronti viene sottratta l’acqua in eccesso e i pomodori vengono messi in altri recipienti. Da qui si portano nel passapomodoro che li macina e nello stesso tempo elimina la buccia. Grandi contenitori accolgono la cascata di salsa ottenuta, un profumo e un’aroma che inebria. Salata la salsa, armati di mestolo e imbuto comincia la fase dell’imbottigliamento, ma non prima di aver inserito nelle bottiglie di vetro foglie di basilico. Una volta chiuse, le bottiglie con i tappi metallici vengono messe nei capienti calderoni pieni d’acqua e portate ad ebollizione. Terminato il tempo necessario vengono lasciate riposare, dopodiché le bottiglie di salsa sono pronte per essere conservate e il contenuto pronto per essere gustato. La salsa fatta in casa non è solo lavoro, ma anche e soprattutto un modo per riunire le famiglie, dal più piccolo al più anziano ogni componente ha un ruolo preciso nella preparazione. Colore, sapore, condivisione, anche questa è l’estate di quei pugliesi che, a dispetto dei tempi consumistici e della modernità, amano e conservano le più autentiche tradizioni.