Comitato Quartiere 167. Incontro con i candidati sindaco, cittadini sfiduciati per le questioni rondò e vertenza suoli

Il Comitato del Quartiere “Santa Maria delle Grazie – 167” ha organizzato nella serata di ieri un incontro dibattito con i sei candidati sindaco della città di Lucera per capire programmi e posizioni riguardanti le questioni che da anni interessano la zona più popolosa della città. L’incontro si è tenuto presso il teatro parrocchiale con ingressi registrati, obbligo di mascherina, distanziamento interpersonale e misurazione della temperatura per ottemperare alle norme anti Covid. Giuseppe Pitta, Dalila Brescia, Francesco Di Battista, Fabrizio Abate, Raffaella Gambarelli e Giuseppe De Sabato dopo un primo intervento durante il quale ognuno ha parlato liberamente delle proposte e delle criticità che investono la zona 167 (dalla scarsa pulizia alla poca cura del verde pubblico, dalla mancanza di sicurezza al degrado generale), si sono affrontate lungamente,  grazie agli interventi corposi e corredati di dettagliata documentazione di Pasquale Bevere e Ciro Tibello, le due problematiche più pesanti che attanagliano i residenti: la realizzazione del “rondò” e la “vertenza suoli”. Un botta e risposta, soprattutto con gli ex componenti dell’Amministrazione  Tutolo, che ha evidenziato il mancato dialogo tra i cittadini e il Comune nel tempo e che, soprattutto, fa emergere l’esigenza di accertare responsabilità in merito alla realizzazione di un’opera pubblica che ha letteralmente spaccato il quartiere in due bloccando l’arteria stradale principale e creando innumerevoli disagi. Allo stesso modo è stata approfondita la questione “vertenza suoli” che tiene i residenti della 167 in una situazione ancora sospesa nonostante siano stati pagati indennizzi. Al di là dei fondi, davvero necessari, annunciati per la riqualificazione del quartiere, i candidati sindaco hanno assicurato di dare attenzione alla zona 167 qualora fossero eletti. Nonostante certe questioni siano arrivate ad un punto troppo avanzato, certamente ancora si può intervenire per salvare il Comune, e quindi gli abitanti stessi, da errori di progettazione che pesano su tutta la città e sul suo futuro. Ma per fare questo, e molto altro, è necessario innanzitutto costruire quel dialogo trasparente e costruttivo tra cittadinanza e amministrazione che si auspica venga messo in pratica da coloro che siederanno sugli scranni di Palazzo di città, i cittadini si sentono troppo distanti da coloro che vengono eletti e la scarsa partecipazione ad incontri come questo dimostra la mancanza di una fiducia che oggi più che mai necessita di essere riconquistata.