64 anni fa il disastro di Marcinelle. Tra le vittime 22 pugliesi, la tragedia dell’emigrazione italiana

L’8 agosto 1956, nella miniera carbonifera del Bois du Cazier in Belgio morirono 262 minatori, 136 dei quali italiani, 22 pugliesi. Una delle pagine più nere dell’intera storia dell’emigrazione italiana viene ricordata come il disastro di Marcinelle. Erano le 8:10 del mattino quando quello che fu riconosciuto come un malinteso tra gli operai causò l’urto di un montacarichi con una trave d’acciaio che tranciò un cavo dell’alta tensione, una conduttura dell’olio e un tubo dell’aria compressa. Dalle scintille del corto circuito si incendiarono 800 litri di olio in polvere e le strutture in legno del pozzo. I minatori morirono per i gas tossici, le ustioni e il fumo, riuscirono a salvarsi solo in dodici.

Quella di Marcinelle fu soprattutto la tragedia degli italiani emigrati all’estero nel dopoguerra, in cerca di lavoro. Sacrificio e sicurezza sul lavoro sono i temi che con la commemorazione delle vittime del disastro di 64 anni fa vengono rimarcati oggi: «La ricerca di un futuro migliore è il messaggio che la tragedia di Marcinelle incarna» ha evidenziato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Quella ricerca di un futuro migliore per la quale i nostri connazionali spesero sudore e subirono sfruttamento, vissero la povertà, lavorarono con abnegazione, ma senza mai perdere la dignità e che ancora oggi è attuale per chi lascia la propria terra in cerca di una possibilità spesso vedendosi negare i propri di diritti di uomo e di lavoratore.